A caratterizzare ancor di più l’eccezionale panorama è lo stesso fiume, che, dopo aver ricevuto più a monte le acque dell’Aia a sinistra e del Treia a destra, forma una serie di meandri. Di questi il più celebre è denominato “Fiasco” per la curiosa configurazione assunta dall’asse fluviale in corrispondenza di Ponzano, la cui distanza media dal Tevere è calcolata in m. 1100. E proprio all’abbondanza di acqua si deve la fiorente economia agricola di Ponzano,la cui origine è strettamente collegata al fiume.
Nell’esaminare il rapporto tra fiume e presenza umana è stato delineato un quadro generale che evidenzia le correlazioni tra gli insediamenti arcaici e ne chiarisce l’evoluzione nelle diverse fasi. Le prime tracce di frequentazione affiorate ai piedi del versante nord di monte Ramiano risalirebbero al periodo eneolitico- inizi della media età del Bronzo (2500-1500 a.C.). Nella successiva età del Bronzo media, recente e finale (1500-900 a.C.) l’abitato sottostante monte Ramiano sembra essere l’unica sulla sponda destra. Infine, nella prima età del Ferro (900-700 a.C.) gli abitati sorgono su alture e a distanza regolare come indicano i siti finora noti lungo la riva destra del fiume.
Il fiume Tevere ha rivestito in tutti i tempi un ruolo fondamentale come elemento vitale per l’insediamento umano nella sua valle e in epoca storica quello di frontiera tra i Sabini sulla sponda sinistra e gli Etruschi sulla sponda destra. Tuttavia la funzione di via di comunicazione e di commercio svolta dal Tevere è l’aspetto più rilevante e duraturo del fiume. Tale funzione, intimamente connessa con la navigabilità del corso d’acqua in territorio ponzanese è documentata in modo esemplare dalla presenza di uno scalo che resti antichi hanno consentito di localizzare nel sito ancora denominato “Portovecchio”.