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| DOMENICO DE ANGELIS |
Il pittore Domenico De Angelis fu certamente una delle
personalità più rappresentative della pittura romana della seconda metà del
Settecento. Nel corso della sua lunga e brillante carriera mostrò vari
interessi di studio e di lavoro, godendo di una grande notorietà anche per i
numerosi e prestigiosi incarichi nelle più famose istituzioni artistiche del
suo tempo. Poche e scarne sono le notizie sulla sua vita privata, perlopiù
desunte da atti ufficiali. Nella copia dell'atto di battesimo, celebrato nella
chiesa di S. Nicola di Bari a Ponzano, è scritto che "Dominicus Nicolaus
Faustinus" nacque il 15 febbraio 1735. La sostituzione del cognome paterno,
Turreggia, con De Angelis, si rileva in un documento del 1750 che dimostra
anche l'avvenuto
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trasferimento di Domenico a Roma presso il
fratello Giuseppe. Non ci sono notizie circa l'entità dei rapporti mantenuti
con la sua famiglia a Ponzano ma certo è il suo perfetto inserimento
nell'ambiente artistico romano intuibile anche dal matrimonio con Teresa,
figlia del noto paesaggista Paolo Anesi, celebratosi nel 1769. Nel corso della
lunga e fiorente carriera pittorica l'artista ha creato moltissime opere che
oggi è possibile ammirare in numerosi luoghi di fondamentale importanza storica
ed artistica italiana come Villa Borghese a Roma , La Galleria degli Uffizi a
Firenze o ancora i Musei Vaticani. Una menzione particolare merita il quadro
della cappella del Rosario nella collegiata di S. Nicola di Bari a Ponzano, che
documenti d'archivio attribuiscono a Domenico De Angelis come unica
testimonianza del pittore nel paese d'origine, abbandonato da giovanetto ma mai
dimenticato. Ormai sulla soglia dei settant'anni, nella casa prossima a via del
Corso a Roma, Domenico De Angelis morì improvvisamente il 10 marzo 1804.
Ponzano nel recuperare alla memoria cittadina un così illustre personaggio, con
legittimo orgoglio ne ha da qualche anno perpetuato il ricordo con la dedica di
una nuova strada appena fuori la cinta difensiva del paese.
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| AGOSTINO TASSI |
Apprezzato pittore ai suoi tempi ed artista di primaria importanza nella storia del paesaggio in Italia, Agostino Tassi è universalmente noto per l'originalità delle sue pitture di marine e di porti, imponendosi al tempo stesso come maestro e innovatore della decorazione prospettica tanto da essere considerato un brillante anticipatore dell'illusionismo barocco.
In epoca relativamente recente sembra essere stata risolta la dibattuta questione del luogo di nascita già identificato nel 1886 con Ponzano ma che, ignorato dagli studi successivi è stato definitivamente accolto nella letteratura specialistica nel 1997. Incerta è invece la data di nascita che vari indizi inducono a ricercare tra il 1579 ed il 1585, suggerendo come più probabile il 1580.
Agostino Buonamici, questo il suo vero cognome, intorno al 1590 fuggì dalla casa paterna per trasferirsi a Roma dove fu introdotto in casa del |
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Signor Marchese Tassi come servitore.
Proprio in questo periodo Agostino prese il nome del marchese Tassi di cui continuò a fregiarsi anche in seguito. Intorno al 1595 l'artista si recò a Firenze |
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Chiesa di San Nicola
Cappella Del Rosario
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ed entrò al servizio di Ferdinando dè Medici che a causa di una rissa, lo condannò alla galera per alcuni anni, però col solo titolo di relegazione e fu proprio in questo periodo che si dedicò allo studio del disegno marinaro. Ben presto divenne eccezionale interprete del repertorio marinaro ed infatti oltre ad affrescare alcune case di Livorno, eseguì il fregio nel duomo della stessa città. Tornò, sei anni dopo, a Firenze dove eseguì molte altre opere e successivamente si recò a Genova per affrescare alcune importanti ville. Tornato a Roma venne incaricato di numerosissime opere che oggi possiamo ammirare al Palazzo del Quirinale, al Palazzo Lancellotti, alla Cappella Paolina, al Palazzo Doria Pamphilj ecc.
Il vivo e generale apprezzamento dei suoi lavori consolidarono la fama del Tassi che svolse sempre la sua attività in maniera brillante anche se frenetica. La sua vita fu caratterizzata anche da numerose vicende giudiziarie a causa della sua indole violenta, anche se egli non arrivò mai a commettere delitti gravi allora così frequenti nell'ambiente artistico. Già ai suoi tempi, unanime fu il riconoscimento delle sue straordinarie doti di pittore. Agostino Tassi per problemi di salute dovette pian piano abbandonare la pittura ed ormai vecchio ed infermo si ritirò nella sua casa a Roma dove morì il 25 febbraio 1644.
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